LA STORIA
Armando Carpinelli, medico dentista, trasferitosi a Roma conobbe quella che divenne poi sua moglie Maria Gabriella Capanna.

Grazie alla famiglia di lei cominciò a frequentare l'Abruzzo ed in particolare Tortoreto Lido, sulle quali colline, il suocero Alberto, per amore della sua terra e per la passione verso la natura, aveva creato una azienda agricola di diversi ettari, in parte vitati, ma anche con ulivi, frutteti e altre coltivazioni turnate negli anni.

Alberto Capanna (" 'gnor' Bibì ") tortoretano d.o.c., ancor giovane si era allontanato dalla sua Tortoreto, ma nonostante i suoi innumerevoli viaggi, ovunque egli fosse, era rimasto per sempre legato alla sua Terra, dove rivedeva il mare e le colline più belle del mondo.
Su queste colline aveva piantato le viti che nell'arco di pochi anni gli avevavo regalato ottima uva, dalla quale si produceva un ottimo vino, apprezzatissimo dai suoi contadini, spesso suoi commensali, nonché da politici, economisti ed intellettuali che frequentavano casa Capanna.

Con questo amore per la "Terra" coinvolgeva le persone che gli erano accanto e lo amavano quanto stimavano. In seguito la sua passione è stata continuata oltre che dal nipote Alberto, anche da Armando, Gabri e dalla loro ancor giovane figlia Micaela, che ora se ne occupano con altrettanto trasporto e amore, continuando quella attività, laddove possibile migliorandola, con una produzione di vini in quantità limitata, ma di qualità superiore.

Inoltre, dalla amicizia con Gianfranco Notargiacomo nacque la considerazione che un così buon prodotto meritava un "vestito" adeguato. Quindi si pensò a un'etichetta "d'autore" che lo stesso Notargiacomo si propose di realizzare, a titolo di mera amicizia, rendendo così ognuna di queste bottiglie un pezzo da collezione.